Caratteristiche di base delle telecamere di videosorveglianza.

La velocità con la quale bisogna restare aggiornati sui settori tecnologici, impone una fatica sempre maggiore da parte dei professionisti del settore. Con la presente cerchiamo di semplificare al massimo la comprensione delle caratteristiche tecniche di base delle telecamere. Queste ultime non sono altro che le voci che si trovano nelle specifiche tecniche di qualunque telecamera.

La forma.

La telecamera bullet è più indicata per montaggio su pali, ma in tutte le altre condizioni è scelta per ragioni estetiche.A parità di caratteristiche il modello dome viene maggiormente scelto per montaggio interno agli edifici, quasi mai per ragioni tecniche e spesso per ragioni esteriche.

L’ottica fissa.

La prima cosa da indicare è il tipo di obiettivo da scegliere. Spesso si sceglie per esperienza in maniera approssimativa. La teoria è un’altra, infatti è possibile calcolare con precisione l’area di ripresa in relazione alla distanza, ma in base alla grandezza del CCD. Il CCD è l’elemento sensibile che converte l’immagine in impulsi elettrici.

Distanza per calcolo ottica

Più grande è la dimensione del CCD, maggiore è la misura dell’ottica di cui si ha bisogno.

  • Supponiamo di avere una telecamera con CCD 1/3″ la formula è:
    • Focale corretta (mm) = Distanza Target (m.) x 4,8 : Larghezza Target (m.)
  • Supponiamo invece di avere una telecamera con CCD 1/4″ la formula è:
    • Focale corretta (mm) = Distanza Target (m.) x 3,6 : Larghezza Target (m.)

Guardando l’immagine sotto si intuisce bene quanto detto :

Lente ottica

Se la dimensione del CCD aumenta, per ottenere lo stesso angolo bisogna allontanare la focale.

Tuttavia, come detto prima, ci si avvale molto dell’esperienza scegliendo dei tagli di obiettivi commerciali :

  • 2,8mm per vista grandangolare.
  • 4,0 mm vista grandangolare con inquadratura un pò più stretta.
  • 6,0 mm (poco usato)
  • 8,0 mm per viste ottimizzate oltre i 3 metri circa ed entro i 10 metri.
  • 12 mm per viste entro i 15 metri circa.
  • 16 mm indicativa entro i 20 metri.

L’ottica varifocale.

Sopra abbiamo esposto riguardo la scelta dell’ottica fissa, ma in realtà la possibile scelta potrebbe ricadere su un modello con l’ottica variabile, cioè con zoom. Tecnicamente si definisce varifocal un obiettivo con un escursione millimetrica variabile. I modelli in commercio più comuni sono quelli con un range da 2,8 mm a 12 mm. (2.8-12mm).

Un’altra ulteriore caratteristica dell’ottica varifocal da scegliere è la possibilità di averla manuale o motorizzata.

  • L’obiettivo varifocal manuale si regola attraverso delle viti di regolazione che controllano l’escursione delle lenti e conseguentemente altre viti per regolare la messa a fuoco. Le regolazioni sono sulla telecamera, e prevedono la scelta di un settaggio che di solito avendo trovato l’inquadratura desiderata non va più cambiata.
  • L’obiettivo varifocal motorizzato si regola tutte le volte che lo si vuole attraverso l’applicazione utilizzata per la visione. Questa operazione è a discrezione dell’utente e non occorre che debba intervenire l’installatore in alcun modo. In questo caso la messa a fuoco è automatica.
  • Nel caso di telecamere speed-dome ovvero quelle a cupola che si possono fare ruotare, oltre ad avere un’ottica variabile, sono dottate di zoom digitali che moltiplicano l’ingrandimento. Questo argomento non riguarda però gli argomenti di base.

Illuminazione infrarossa.

Per utilizzare la telecamera al buio occorre fare delle valutazioni. Prima di tutto occorre sapere a che distanza serve una visione ottimale. Questa caratteristica deve coincidere con le caratteristiche espresse sulla sezione IR. Queste ultime sono espresse in metri e di solito non vanno al di sotto dei 20 metri, molto spesso 30, ma 40, 50 o 60 metri rientrano fra le distanze delle comuni telecamere.

ICR (IR CutFilter removable).

Le telecamere sono particolarmente sensibili alla luce infrarossa in quanto per ottenere ottime prestazioni al buoi devono riuscire a sfruttarla al meglio. Il problema però nasce di giorno a causa del sole. L’ICR non è altro che un filtro meccanico removibile che si pone sopra l’obiettivo di giorno e si toglie appena si abbassa la soglia luminosa.

Smart IR.

Smart IR significa infrarosso intelligente. Per essere intelligente quest’ultimo sfrutta la capacità di illuminare quanto serve per evitare di provocare abbagliamenti dalla sua stessa luce generata. L’immagine esprime la condizione con e senza questa funzione.

Smart IR off

Smart IR

Smart IR on

Lente antiriflesso.

Parecchi anni orsono le telecamere avevano una pessima illuminazione notturna e per questo motivo si utilizzavano illuminatori infrarossi esterni. Successivamente sono stati integrati gli illuminatori nelle stesse telecamere bullet o dome, ma l’effetto che si provocava era quello del riflesso sul vetro dello stesso illuminatore. Dopo qualche anno hanno iniziato a produrre telecamere con vetrini separati fra lente e illuminatore per evitare riflesso o rifrazione.

Lente antiriflesso

DNR Digital noise reduction

Letteralmente significa riduzione digitale del rumore. In condizioni di scarsa luminosità si avvale di un algoritmo per ridurre il “rumore” delle immagini. Il rumore è causato dalla “corrente di buio” che non occorre capire per raggiungere il nostro scopo. Bisogna invece sapere che ci sono più livelli, di solito 2D/3D.

Funzione DNR

Funzione WDR (white dynamic range).

IL WDR è una importantissima funzione affinché si possa ottenere un’immagine pulita in controluce. Facciamo però un passo indietro; prima ancora del WDR veniva adottato il BLC (black light compensation). Quest’ultimo analizzava l’immagine e inquadrava un oggetto scuro a causa della controluce, compensava lo sfondo schiarendo tutta l’immagine, peggiorando però lo sfondo.

Funzione BLC

Oggi grazie al WDR si utilizza lo stesso principio del BLC, ma lavorando un’immagine scomposta. Ciò vuol dire che ogni parte di immagine viene analizzata e viene regolata.

Funzione WDR

Da considerare che il WDR può essere reale o digitale. Il WDR digitale (DWDR) è inferiore a quello reale che offre livelli diversi di regolazione che si misurano in decibel (il più comune 120db).

Risoluzione

Questa è la prima caratteristica che appare nella descrizione di una qualunque telecamera, ma volutamente abbiamo voluto definirla alla fine. Il motivo è semplice, la risoluzione della telecamera viene percepita come la caratteristica più importante di tutte. Sicuramente non è da sottovalutare, ma dall’esperienza maturata possiamo con certezza affermare che vale più una telecamera performante da 2 megapixel che una da 5 megapixel priva di funzioni adeguate.

Conclusioni.

Sperando di non aver tralasciato nulla di importante, rimandiamo ad un prossimo articolo l’approfondimento di caratteristiche di secondo livello.

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Fabio Mannino
Author: Fabio Mannino

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